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borgianoL’antico castello murato di Borgiano è oggi un ridente villaggio circondato da gruppi di case sparse sul declivio sud orientale di un contrafforte del monte Letegge con massima altimetria 438.

Il caseggiato centrale dista 4 km. dal capoluogo comunale e ne è separato dal grande solco del Fosso della Valle.

L’ultimo censimento (1971) registra 152 abitanti dei quali 62 sparsi nella campagna.

Anticamente vi si teneva una fiera il 25 luglio.

Borgiano, come quasi tutto il territorio del comune, è terra che dà buon vino, particolarmente quella vernaccia tanto decantata dallo storico camerinese Aristide Conti, da farla nominare perfino da Dante. Egli racconta inoltre di un cittadino polacco che, passando per quei paraggi – non dice quando – dopo che ebbe bevuto di quel vino esclamasse: Domine, Domi¬ne, quare non borgianasti regiones nostras?

All’esposizione enologica del 1872 a Camerino la vernaccia di Borgiano non riscosse gran plauso – il sua pregio è condizionato spesso dal clima stagionale – tuttavia ottennero menzione onorevole per essa il conte Saverio Bruschetta, Paride Ruffini e Alberto Conforti proprietari di fondi nella zona.

Borgiano entra nella storia col diploma di Sinibaldo Fieschi (1240) nel quale viene assegnato o riconosciuto al distretto di Camerino col suo nome latino Borianum e quello della sottofrazione di Borgianello (Borianellum). Apparteneva alla zona detta Summonti (sub montibus).

Il Lili e il Turchi riferiscono l’istrumento della spartizione della signoria varanesca tra i quattro figli di Rodolfo III (9 gennaio 1429) che assegnava il Castrum Borgiani a Piergentile.

Il priore di Borgiano ebbe l’onore di esser presente alle nozze di Giulio Cesare Da Varano con Giovanna Malatesta il 12 maggio 1451 nella rocca di Sentino. Qui i Da Varano avevano delle proprietà terriere. Il 10 aprile 1497 Giulio Cesare vendette per 13 fiorini a certo Giovanni Battista di Giovanni di Borgiano un casarino in lu castello de Borgiano presso le case della ecclesia de Santo Petro (a Borgianello?), lu muro del comuno, la via de (!) comuno, Francesco de Marte.

Secondo il resoconto del Clodio sullo stato di Camerino per gli anni 1501-1503, Borgiano contava 93 famiglie e pagava per la macelleria 3 fiorini e 40 soldi. Aveva un molino da olio che l’anno 1502 rese dodici quartarani ed ebbe dall’incaricato pontificio Antonio da Mantova sette coppe di grano in assegnazione al picchetto armato, che custodiva il castello, pari a 10 ducati e 80 soldi.

In un Ordine da tenersi ne la festa del glorioso martire Santo Venanzo a Camerino nel ‘500, la vigilia della solennità, il 17 maggio, Borgiano che apparteneva al terziero urbano di Sossanto, veniva al secondo posto dopo Castelraimondo con l’offerta di ceri da 3 libbre e mezza.

Antichissima era la chiesa priorale di S. Paolo sul luogo del castello, ricordata dalle Rationes Decimarum (1299-1300) al tempo del priore Bono con i canonici Pietro Bentevoli, Benvenuto di m° Salimbene, Bonaventura e Vagno, oltre al cappellano Ventura.

Nei primi anni del ‘500 la chiesa dipendeva dalla plebale di Pievefavera.

II 4 agosto dell’anno 1500 fu rogata a Camerino la composizione di una vertenza tra il Capitolo della Cattedrale ed il priore di Borgiano Biagio Piselli. Questi doveva a quel capitolo ogni anno al mese di agosto una soma boni vini (pensiamo alla vernaccia) per un censo e in riconoscimento di autorità, ma da alcuni anni si rifiutava di pagare il suo debito. Il vicario del vescovo di Camerino Fabrizio Da Varano, Pietro Paolo da S. Anatolia priore di S. Venanzio di Fabriano, risolse la questione ottenendo dal Piselli di impegnarsi a consegnare ogni anno la dovuta somma ed a pagare un’ammenda, per le annalità passate, di 3 fiorini.

Il 21 agosto 1572, durante la visita apostolica del vescovo De Lunel, priore di Borgiano era Porfirio di Antonio Avi di Camerino e la chiesa era rimasta con solo due canonicati dei quali erano investiti Francesco Angelozzi prevosto e Brunamonte Aspri canonico della cattedrale di Camerino e quivi residenti. La chiesa era servita dalla confraternita del Corpus Domini. L’anno dopo è ricordata anche la Compagnia del Rosario.

Nella sacra visita del vescovo De’ Buoi il 10 dicembre 1581 la chiesa «collegiata» aveva priore Giandomenico Cecchini, il quale pagava 20 lire di «spogli, galere e collette» al Capitolo della cattedrale di Camerino, mentre i nominati canonici percepivano il compenso di due some di grano. Della suppellettile sacra sono elencati solamente una croce (astile) d’argento, due candelieri di oricalco e un’icona con la Vergine e santi. Dell’altare di S. Maria era «rettore», o cappellano, un certo don Pietro Giuliodori residente in diocesi di Osimo. Quell’anno il castello di Borgiano contava 106 focolari con 460 anime.

Un secolo dopo, nel 1697, il priore Domenico Carnevali pagava al capitolo della cattedrale di Camerino la tassa di 26 paoli e mezzo.

Tra gli anni 1707 e 1795 per la festa di S. Venanzio Borgiano continuava l’omaggio di due para di capponi al governatore di Camerino o l’equivalente in danaro e l’offerta di un cero da tre libbre e mezza alla chiesa di S. Venanzio.

Nel 1712 Borgiano contava 53 fuochi di «contadini» e 16 di «cittadini»; un secolo dopo, nel 1817, aveva 448 abitanti ed era appodiato, vale a dire dipendenza, del comune di Caldarola ma con proprio sindaco, consiglio dei massari ed alcune prerogative di autonomia, tra le quali quella amministrativa. Il consiglio dei massari di Borgiano provvedeva alla manutenzione degli edifici ecclesiastici, forniva legna per il riscaldamento invernale, vesti e libri liturgici, persino le corde per la campane. Prerogative analoghe godevano gli appodiati di Pievefavera, Vestignano e Montalto.

Nel 1853 si contavano 92 case e 100 famiglie.

Una sentenza del Tribunale di Camerino dell’anno 1885 circa una controversia sorta tra la frazione di Borgiano e il comune di Serrapetrona, che si rifiutava di soddisfare gli impegni già del consiglio dei massari, condannò il capoluogo a soddisfare i suoi doveri.

La chiesa priorale è ad una navata con capriate scoperte (m. 28×8,50), abside quadrata e volta a crocera. Il retablo barocco dell’altar maggiore ha una tela secentesca rappresentante il santo titolare con un libro in mano e un angelo. Sulla parete destra, a metà della quale si apre una cappella a pianta quadrata, è una piccola tela rappresentante S. Emidio.

CHIESE SUFFRAGANEE
S. Giuseppe, già cappellania, all’interno del caseggiato principale: vi si celebra la messa prefestiva e la festa del titolare.
Madonna del Piano, ora inglobata nel cimitero: è ricordata in una lettera al priore Abbati del 18 novembre 1718 come chiesa rurale.
S. Pietro apostolo nella sottofrazione di Borgianello (m. 564), detta semplice, o sine cura. Nel 1573 ne era rettore Pietro Dominici del luogo: nel 1588 un non meglio precisato Domenico. Vi si celebra una volta la settimana.

Fonte

Giacomo BOCCANERA, Serrapetrona, Ristampa Macerata 1990