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Adagiata sulla destra del torrente Cesolone, Serrapetrona è un borgo tranquillo che custodisce un patrimonio artistico e storico di grande interesse. Il territorio invita a passeggiate sui pendii dei colli circostanti e lungo le rive del lago di Caccamo rappresenta una meta ideale per la pesca sportiva, il canottaggio e la canoa.
Il borgo nel cuore dell’entroterra maceratese si trova a soli sei chilometri dalla superstrada Civitanova–Foligno e dalla frazione di Caccamo affacciata sull’omonimo lago. Situato a 500 metri sul livello del mare, tra colline verdi che raggiungono i 1.000 metri di quota, conserva tracce insediative fin dall’alto Medioevo. Il nome stesso, di origine longobarda, richiama la funzione difensiva dell’antico abitato: una “serra” indica un abitato fortificato con funzioni di sbarramento.
L’ingresso nel paese segna un distacco netto dal ritmo frenetico della vita quotidiana. Il silenzio, quasi tangibile, avvolge il visitatore e riporta a una dimensione sospesa nel tempo, interrotta solo dallo scorrere dell’acqua nella fontana della piazza e dal lieve soffio del vento tra le case e la campagna circostante.
Tra le testimonianze artistiche spiccano le croci lignee e d’argento di età gotica di Cecco da Camerino, gli affreschi della scuola giottesco-riminese, le pale d’altare e il polittico di Lorenzo d’Alessandro, insieme alla Crocifissione di Giovanni Angelo di Antonio, conservate nelle chiese di San Francesco e San Lorenzo. Di grande interesse anche le pergamene del XII secolo, le bolle e lo statuto dell’età feudale custoditi nell’archivio storico, l’antica Fonte delle Conce, ancora attiva con acque oligominerali, e il Palazzo Claudi, centro di iniziative culturali.
Un’atmosfera d’altri tempi che accompagna la scoperta delle bellezze naturali e artistiche, completata dai piaceri autentici della tavola. Immancabile l’assaggio della celebre Vernaccia di Serrapetrona D.O.C.G., che si produce sin dal Medio Evo, uno spumante unico per qualità, caratteristiche e tradizione, ormai apprezzato ben oltre i confini regionali.
TERRITORIO
Il territorio comunale è un mosaico di rilievi montuosi e collinari, vestiti da boschi di querce, lecci, carpini, ontani, noccioli e scotani. Confina con San Severino Marche, Tolentino, Belforte del Chienti, Caldarola, Camerino e Castelraimondo ed è inciso da valli profonde che ne disegnano il profilo. Si estende per quasi 38 km², scendendo dai 959 metri del Monte d’Aria fino ai 297 del Lago di Borgiano, più noto come lago di Caccamo.
Risalendo da Caccamo si incontrano le frazioni di Borgiano e Borgianello, fino a raggiungere Serrapetrona, esposta al sole sulla pendice del Monte Schiena. Il borgo occupa una posizione centrale, in equilibrio tra la parte montana più alta e il paesaggio collinare che degrada verso valle: da Castel San Venanzo e Villa d’Aria, affacciati sulla frattura del torrente Cesolone, fino alle ampie aperture panoramiche dei campi di Collina.
L’ex statale 502, che collega le valli del Chienti e del Potenza, attraversa il territorio ed è incrociata dalla provinciale che da Camerino conduce alla SS 77, in località Le Grazie di Tolentino. Proprio su questi terreni, talvolta aspri e difficili, trovano spazio i vigneti di Vernaccia Nera, da cui nasce un vino simbolo della tradizione vinicola marchigiana e italiana.
Storia
Secondo la tradizione riportata in antichi documenti, Serrapetrona avrebbe avuto il suo nome da un certo Petronio, ricco e valoroso cittadino romano, qui rifugiato per sfuggire a persecuzioni.
Le sue origini, tuttavia, sono ancora più antiche; infatti, nel suo territorio, sono state ritrovate tracce di insediamenti che risalgono alle epoche paleo e neolitica.
Difendono Serrapetrona due cinte murarie medievali con quattro massicce porte. Fin dai primi anni del ‘200 il paese era tutto stretto attorno alla chiesa di San Clemente e al palazzo pubblico già sede del feudatario. Fu aggregata come libero comune al distretto di Camerino dalle autorità papali nel 1240 durante la lotta tra guelfi e ghibellini,e ne divenne poi parte integrante della Signoria. Di quell’epoca resta il ricco patrimonio di pergamene del comune, e opere pittoriche di Lorenzo D’Alessandro. Pochi centri nella regione vantano tanta splendida storia e tanta splendida arte. La sua storia si lega anche alla produzione di quell’ottimo vino spumante naturale Vernaccia. La produzione della vernaccia è una produzione secolare. Fin dai tempi più antichi è stata sempre uno dei più accreditati prodotti di queste terre. Lo stesso Dante ne era ghiottissimo: «… e purga per digiuno le anguille di Bolsena e la Vernaccia».
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Ascolta l’audioguida di Serrapetrona letta dall’attore Cesare Bocci:
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